Scheda Visto Conformità - StudioCislacchi - Dott. Flavio Cislacchi - Consulente del Lavoro

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LA SCHEDEA
L’estensione dell’obbligo di apposizione del visto di conformità sulle comunicazioni di cessione del credito e sconto in fattura per i bonus casa diversi dal superbonus porta alla necessità di maggiori approfondimenti.

L’apposizione del visto di conformità è, insieme all’asseverazione di congruità a decorrere dal 12 novembre 2021, uno dei passaggi obbligatori previsti dal decreto antifrode. Si tratta di uno strumento di controllo che chiama in campo i professionisti, tenuti a verificare la corretta applicazione delle norme tributarie.

L’obiettivo è evitare truffe nell’ambito dell’utilizzo dei crediti fiscali, ma anche garantire al contribuente di aver rispettato regole e adempimenti tributari.
Visto di conformità: cos’è e a cosa serve
Il visto di conformità è stato introdotto nella normativa tributaria italiana dal decreto legislativo n. 241/1997 e rappresenta uno degli strumenti di controllo previsti al fine di evitare errori e frodi in materia fiscale.
L’apposizione su dichiarazioni o, come previsto per il superbonus e per gli altri bonus edilizi, sui modelli relativi alla cessione del credito e allo sconto in fattura, garantisce che sui dati ivi indicati è stata effettuata un’attività di controllo preventiva.
Il professionista che “vista” il modello dichiara quindi che, sulla base dei documenti analizzati, il soggetto richiedente rispetta tutti i criteri previsti per la fruizione del credito richiesto.
È quindi chiaro cos’è il visto di conformità ma soprattutto come funziona e a cosa serve. Si tratta di uno strumento di garanzia sia per lo Stato che per il contribuente e la sua apposizione:
  • garantisce ai contribuenti assistiti dal professionista il corretto adempimento degli obblighi tributari;
  • rappresenta una delle fasi di controllo sulla corretta fruizione dei crediti fiscali e agevola l’Agenzia delle Entrate nella selezione dei profili da sottoporre ad ulteriore controllo;
  • consente di bloccare il fenomeno delle compensazioni di crediti inesistenti;
  • nell’ambito della cessione del credito e dello sconto in fattura, riduce il rischio di frodi perpetuate mediante operazioni indebite.
Visto di conformità: a chi rivolgersi? I soggetti abilitati al rilascio
In linea generale, i soggetti autorizzati al rilascio del visto di conformità sono:
  • i responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF;
  • i dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • i consulenti del lavoro;
  • i revisori legali, novità prevista dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022;
  • gli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.
Non tutti coloro che rientrano nelle categorie di cui sopra possono però rilasciare il visto di conformità. Bisogna infatti rispettare determinati requisiti professionali, di onorabilità e moralità per poter garantire da un lato l’Erario e dall’altro il contribuente circa il rispetto delle norme fiscali.
I professionisti devono quindi inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate per esercitare la facoltà di rilascio del visto di conformità, all’interno della quale bisognerà allegare:
  • una copia della polizza assicurativa professionale,
  • una dichiarazione relativa all’insussistenza di provvedimenti di sospensione dal proprio ordine,
  • una dichiarazione che attesti l’insussistenza di condanne o sentenze per reati finanziari, di non avere procedimenti penali in fase di giudizio per gli stessi reati e di non aver commesso violazioni gravi e ripetute in materia contributiva e tributaria.
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